Quando anche la Cassazione impazzisce [AR]

La Corte Suprema di Cassazione è il giudice di ultima istanza in Italia. Capite da soli l'importanza enorme che una istituzione di tal genere ha ed è giusto che abbia. In un tempo fatto di tette e culi in ogni dove, di un impoverimento dei costumi e del buon senso dell'eleganza mai visto prima, che si mostra senza vergogna agli occhi di tutti con atteggiamenti sessuali deviati ed irricevibili teorie esterrefanti, sembra che anche la Cassazione Suprema abbia perso il senno. E' vero che l'ignoranza perversa ma è pur vero che bisogna abbatterla in qualche modo e, soprattutto, bisogna evitare assolutamente che uomini inetti arrivino a posti così alti come quelli della Giustizia. Giudicare è una cosa forse impossibile per la mente più brillante, figuriamoci per un pazzo ignorante. Ahimè, l'Italia fa parte di quella cosa sporca chiamata Europa, che non fa altro che inculcare nelle nostre menti leggi di paesi che hanno il diritto di fare abomini ma solo nei loro confini, non anche da noi... (continua)

... (segue) Questa subdola propaganda, che anche dall'interno filoni neo-comunisti alimentano, fa arrivare la Cassazione a favorire l'adozione di un bambino ad un single o peggio ancora ad altre forme di unione ancor più schifose! Allora, è bene spiegare come stanno le cose: tutte le più importanti teorie psicologiche, cognitive e psichiatriche riguardanti la sfera della crescita dell'infante enunciano chiaramente che per una sana e corretta formazione, il bambino deve (ed il "deve" non è una opinione politica) avere due punti di riferimento per formare la sua personalità: il padre e la madre. Non c'è molto da dire nè da discutere: se vogliamo vivere in una società civile, dobbiamo recuperare i valori inalienabili della persona perduti con il regime berlusconiano e se vogliamo mettere sul serio i bambini in condizioni da poter vivere dignitosamente, non dimenticandoci che sono loro i proprietari dell'Italia futura, dobbiamo iniziare a rispettarli già dai primi giorni di vita.

 

Antonio Ruggiero

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