In giro per il mondo [DM]

Colpi d'arma da fuoco , suoni che risuonano nell'aria , lacerano corpi e anime del popolo egiziano e della comunità internazionale tutta , che da giorni segue in maniera assidua la rivolta del popolo egiziano , ormai stanco e pronto a morire se necessario , per il cambiamento .
Oggi nonostante i tentativi delle autorità ospedaliere di ritoccare il numero reale delle vittime della repressione armata , si contano circa 300 morti , quasi tutti giovanissimi.
Gli ospedali contrattano con i parenti delle vittime , lo raccontano i parenti di Ahmad , manifestante ucciso con tre colpi d'arma da fuoco al viso : i medici volevano far risultare sul certificato la morte per incidente d'auto, i parenti hanno rifiutato.
I manifestanti egiziani sono perlopiù giovani ed un 20 % dei cortei è composto da quelle donne che stando a quanto i nostri media ci vogliono far arrivare all'orecchio , hanno un ruolo marginale nelle società islamiche. (continua)

Ma l'Egitto è ormai un paese che va verso la secolarizzazione ; le donne manifestano e tra i giovani , ci sono blogger ed attivisti. Si servono di internet per diffondere i propri pensieri , le notizie , i video , gli argomenti scomodi.
L'esasperazione per le condizioni di vita cui erano costretti i cittadini egiziani , ed i continui e risaputi casi di corruzione che hanno visto protagonista 30 anni di governo Mubarak , hanno portato negli anni ad un crescente desiderio di manifestare ; i risultati non sono mai stati esaustivi . La repressione in questo paese è molto forte , di conseguenza ad ogni manifestazione la polizia apre il fuoco e la folla si disperde , cosi come la legittimità del governo; ma nonostante questo il dittatore non accenna a cedere.
Gli egiziani hanno deciso di dire "basta" dopo la morte di Khaled , giovane blogger arrestato mentre era in un bar , portato via , ucciso e sfigurato in maniera macabra e lasciato per le vie de Il Cairo.
Da dicembre , quando le immagini di Khaled hanno fatto il giro d'Egitto e del mondo , la protesta è stata un crescendo , arrivando fino ad ora , con questi tredici giorni di proteste che indignano i politici e affascinano i popoli.
Le manifestazioni proseguono in piazza Tahrir , luogo simbolo della protesta . La settimana scorsa nonostante il governo avesse chiuso tutti gli accessi ad IL Cairo , impedendo cosi ai manifestanti di tutto il paese di raggiungere la piazza , il numero di presenti ha superato il milione ; ma è li che qualcosa è andato male.
Alcuni italiani residenti nella capitale riferiscono che mentre i manifestanti occupavano la piazza e creavano cordoni la polizia apriva il fuoco , spalleggiata dalle contromanifestazioni , composte da sostenitori di Mubarak che assoldano i disperati per aprire il fuoco e gridare slogan filogovernativi. 
L'esercito convocato per ristabilire l'ordine nelle città egiziane , ha ritenuto legittime le proteste ed ha annunciato la ferma intenzione di non sparare nè arrestare i manifestanti , al contrario della polizia.
I morti sono 300 tutti uccisi da colpi d'arma da fuoco , tutti disarmati . Ma il nome che funge da bandiera per questa rivolta egiziana è quello di Saif Allah Mustafa , 16 anni ucciso con un colpo alla testa ; è la vittima più giovane . 
Parlando di Saif la mente pensa ad Alexis Grigoropoulos , il quindicenne ucciso in Grecia nel 2008 nei primi giorni di quella rivolta che da 3 anni infiamma la Grecia , paese flagellato da anni di corruzione , e politiche improduttive , che hanno portato al collasso l'economia greca.
I moti greci sono più longevi ed attivi ; movimenti anarchici e comunisti hanno attecchito sulla loro base sociale , svolgendo la funzione ad essi attribuita storicamente . I greci non alzano le mani contro le forze dell'ordine , non lo hanno mai fatto ; sono dell'idea che il pacifismo non produca risultati e per questo negli scontri vi sono sassaiole e lancio di bombe molotov , distruzioni di banche e negozi . L'anno scorso durante una protesta in una centralissima piazza di Atene è stata incendiata una nota banca , con la morte di 3 persone .
Ma la protesta greca vede la partecipazione di tutte le frange della stanca società , dagli studenti ai pensionati , con varie modalità , dalla protesta violenta allo sciopero generale.
La crisi ha visto come unica vittima , solo il popolo minuto ; i governi hanno pensato solo a drastici tagli sui gia risicati fondi destinati allo stato sociale . 
Lo dimostrano le proteste di dicembre nell'avanzatissima Inghilterra , proteste riguardanti gli studenti universitari , che in un baleno vedranno triplicate le rette da pagare . Ma le proteste , la rabbia crescono in molte parti del mondo ; Irlanda , Francia ,Spagna , Albania . Proprio in questo paese , nei balcani , l'ennesimo caso della furia repressiva che ha portato spargimento di sangue , contro il popolo che voleva la destituzione del governo di Sali Berisha , governo improduttivo , ma spalleggiato e santificato dai media occidentali , in particolare dal tg1 , in cui il premier albanese ha sfoggiato un perfetto italiano da fare invidia a Bossi.
Ma è ancora una volta il Medio Oriente l'esempio per i popoli : oltre all'Egitto , i popoli si destano anche in Algeria , Tunisia , Marocco , Siria , Yemen , Giordania . Credo sia giusto pensare che i popoli in rivolta debbano prendere esempio per costituire una nuova era di governi , abbandonando i riferimenti al passato e guardando oltre i propri confini per l'unione di tutti i popoli .

 

Domenico Modola

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Commenti: 2
  • #1

    wróżka (lunedì, 05 dicembre 2016 13:16)

    parmezański

  • #2

    sextelefon (mercoledì, 11 gennaio 2017 16:14)

    Durlak