I giornalisti del TG4 contro Emilio Fede [AR]

Non far d'ogni erba un fascio. A quanto pare i detti antichi sono validi ancora oggi, nonostante Ruby e nonostante Berlusconi. Da questo piccolo ragionamento abbiamo capito che i proverbi sono comunisti! Scherzi a parte, oggi parleremo di quelle persone per bene che cercano di fare comunque il proprio dovere, anche stando in posti discutibili, anche se il tuo capo è l'uomo più potente del Paese e ti ordina di uccidere te stesso e la tua professionalità per difenderlo. Perchè non si chiamano tutti Ghedini fortunatamente e non tutti sono amanti dello sport estremo del leccaculaggio. Proprio parlando di leccaculaggio, veniamo ad Emilio Fede. Veterano pluripremiato, dopo l'ennesimo uso del telegiornale da lui diretto, il TG4, a scopo personale, ha sollevato l'indignazione dei giornalisti veri che ivi lavorano. Ecco cosa si legge in una nota del CDR:

"I cdr di Mediaset auspicano che sia chiarita al più presto la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il direttore del Tg4 Emilio Fede. Chiarimento che deve svolgersi nelle sedi opportune, evitando di usare il Tg4 come strumento di difesa personale e garantendo la credibilità e la completezza dell’informazione sulla stessa inchiesta. L’Azienda ha raccolto e condiviso la richiesta dei comitati di redazione per un’informazione che sulle reti Mediaset sia sempre equilibrata e completa, per rispondere alle esigenze di servizio pubblico che deve ispirare anche l’informazione dell’emittenza privata. In relazione al progetto all news i comitati di redazione auspicano che sia definita una strategia che valorizzi al meglio le risorse giornalistiche di questa Azienda e la qualità dell’informazione Mediaset."

 

Certamente è molto difficile pensare ad un TG4, o meglio, a qualsiasi telegiornale mediaset che non sia fazioso e ridicolo, soprattutto se c'è un direttore tipo Fede. Tuttavia è sempre ammirevole che le persone per bene si dissocino o, meglio ancora, trovino posto dove possano lavorare con dignità e rispetto verso se stessi.

 

Antonio Ruggiero

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